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L’applicazione Pinakes3 è costituita da quattro componenti principali

  1. Pinakes3 Applicazione fornisce un insieme di moduli, descritti in seguito, che interagendo con un Repository, permettono ad un utente di creare, modificare, estendere e consutare i modelli di Pinakes3. Tali moduli sono di tipo Web, devono, quindi, essere installati su un Server e sono utilizzabili da ogni Client, anche remoto, autorizzato. Da notare che al Client, per la fruizione di ciascun servizio esistente, non viene richiesto alcun software aggiuntivo oltre ad un comune Browser Web.
  2. Pinakes3 Repository è il componente centrale del sistema. Permette l’archiviazione in modo persistente di uno o più modelli Pinakes 3 contemporaneamente.
  3. Pinakes3 Modelli è il componente che racchiude al suo interno i modelli. Ciascun modello è composto da almeno due parti: l’ontologia (o schema) e i dati. L’ontologia o parte intensionale del modello è formata da classi e proprietà che permettono di descrivere i concetti del dominio di interesse. I dati o parte estensionale del modello è costituita da istanze delle classi dell’ontologia. I dati rappresentano, quindi, realizzazioni concrete dei concetti descritti nello schema. I modelli sono contenuti nel Repository.
  4. Pinakes3 Modelli Fondazionali sono i modelli base, forniti come parte del sistema, da utilizzare come ontologie fondazionali. I Modelli Fondazionali sono importanti poiché danno maggiori garanzie di interoperabilità fra i dati.


Del primo componente, Pinakes3 Applicazione, si descrivono i tre moduli di base attualmente disponibili. Pinakes3 è un’applicazione aperta e modulare, pertanto è possibile aggiungere ulteriori moduli per aggiungere funzionalità specifiche. Ad esempio il modulo/applicazione Pinakes Text l’analisi e la ricerca sui documenti testuali.

P3Admin è il modulo che fornisce l’interfaccia di amministrazione dell’ontologia (o schema), detto anche area gestionale. Consente di leggere e scrivere classi e proprietà, cioè la parte intensionale, per la definizione dei progetti e per la configurazione del Repository. Inoltre permette di definire:

  • quanto sia dettagliata la descrizione degli oggetti che vengono classificati agendo sulla scrittura delle classi; • il tipo di relazione che deve avere un oggetto con gli altri oggetti
  • il tipo di indici e tesauri, creare gli stessi o utilizzare quelli esistenti
  • cosa può o meno venire pubblicato sul Web
  • quali dati possono essere condivisi e quali no
  • l’amministrazione dei permessi utente per autorizzare le operazioni che possono essere svolte a differenti livelli nell’applicazione, ad esempio scrivere o creare le classi, leggere o consultare solo i dati, ecc.

 

P3Input è il modulo necessario a popolare il modello ontologico (o schema). Il modulo è detto anche area di classificazione. Consente di leggere e scrivere istanze e valori di istanze, di fare, quindi, l’editing dei dati. In quest’area è possibile svolgere le seguenti operazioni:

  • inserire i dati, classificarli, utilizzando una propria definizione e nel caso di modifiche necessarie come sia possibile farlo in base ai metodi adottati
  • raffinare la definizione del dominio di informazione e conoscenza in base alle necessità incontrate nel corso della ricerca
  • consultare ed utilizzare i dati appartenenti ad altri progetti che potrebbero essere pertinenti alla sua ricerca
  • usufruire e/o offrire altre relazioni di progetto e indici di definizione
  • accedere ai depositi digitali di tutti i progetti e l’uso, vincolato dalla Proprietà Intellettuale e copyright, di tutti gli oggetti digitali (immagini, video, musica, ecc.)
  • definire una navigazione sui dati con lo scopo di modificarli
  • accedere, tramite web, ad altri database allo scopo di catturare dati ed importarli in un progetto esistente (in base alla Proprietà Intellettuale e copyright)
  • accedere ai depositi digitali esterni al progetto Pinakes3 per reperire nuove risorse o fare riferimento a loro attraverso la creazione automatica di un indirizzo web (nel rispetto della Proprietà Intellettuale e copyright).

 

P3Query, il modulo di interfaccia per la consultazione dei modelli, permette di effettuare ricerche e navigare sia sullo schema che sulle istanze. Tale modulo è detto anche area di interrogazione e di navigazione. Tramite interrogazioni si ha accesso a tutti i dati prodotti, al controllo della pubblicazione dei propri e nel caso si riscontrino errori è possibile, se in possesso dei permessi necessari, ritornare all’area di catalogazione (P3Input) per modificarli.

Data di inserimento: 15/04/2009
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L'ontologia fondazionale fornisce un modello globale estensibile che raggiungere un livello di generalizzazione sufficiente da consentire all'utente di modellare lo schema dei suoi dati sulla base del quale produrre dinamicamente una applicazione di input e di navigazione.


Quindi, se si ritiene che per i dati posseduti sia sufficiente l'ontologia fondazionale si passa immediatamente alla fase di immissione manuale o importazione automatica dei dati.


L'ontologia fondazionale è una rappresentazione ad albero delle classi minime necessarie per rappresentare un qualsiasi ente della realtà. Per ente della realtà qui si intende un oggetto fisico o logico, di cui è necessario descrivere la semantica. Per far ciò è stata divisa la realtà in quattro classi principali:

  • l’oggetto fisico (res extensa)
  • l’oggetto logico (ogni forma della realtà che non ha un’estensione ma può essere tuttavia esperibile)
  • l’oggetto semantico
  • l’oggetto digitale.


Queste quattro classi, a partire dalla radice dell’albero, che è la classe element, appartengono alla superclasse OWR (Object World Reification). Inoltre, abbiamo creato una superclasse per tutte le classi di servizio (RWR ossia Related World Reification) con alcune classi attributive obbligatorie che l’utente può specializzare ai fini di rappresentare al meglio il suo dominio di conoscenza. Da ultimo, poiché la segnica a livello computistico ha un trattamento diverso per ogni tipologia, abbiamo introdotto una superclasse dei cosiddetti tipi primitivi che consta dei seguenti membri: integer (ogni tipologia numerica), string (ogni tipologia alfanumerica), lob (large object es. un file xml), bolean (il tipo boleano, ossia si/no, identificato da un integer 0 oppure –1).


La classe oggetto fisico contiene gli attributi minimi per poter descrivere un qualsiasi ente della realtà di cui si possa avere almeno le seguenti informazioni: l’estensione, la materia (o materie), la proprietà. E questo perché non esiste nella realtà fisica un oggetto che non abbia una possibile misura, non sia fatto di una qualsivoglia materia e che non appartenga a nessuno. Questa regola infatti si estende dal semplice oggetto museale al landscape.


La classe dell’oggetto logico contiene, a livello fondativo, solo il nome descrittivo dell’oggetto stesso. Questa classe è in realtà un contenitore di oggetti semantici ossia di denotazioni che possono riferirsi a concetti, processi etc. Sia l’oggetto fisico che quello logico possono esistere solo in virtù dell’esistenza di un oggetto semantico che ne denoti il contenuto. Infatti, per quanto generica o specialistica possa essere, la descrizione di un ente della realtà è necessaria ai fini della conoscibilità dell’ente stesso.


Perciò la classe degli oggetti semantici contiene come attributi, oltre al descrittore o denotatore (un testo originale oppure una descrizione), anche quelli relativi alla sua localizzazione nel tempo e nello spazio, e quelli relativi alle persone, reali e/o fittizie, che hanno una qualche responsabilità nella produzione dell’oggetto. Questi attributi sono specificati nelle classi appartenenti a quello che sopra abbiamo chiamato RWR. Infatti, questa superclasse contiene un numero minimo di sottoclassi generiche, ad esempio:

  • la classe antroponimo, con le sottoclassi persona fisica, eroe, che può essere specializzata, per esempio, se fosse necessario raggruppare tutti personaggi mitologici e identificare geograficamente l’origine del mito
  • la classe toponimo, che usa la classificazione dello spazio adottata dal Getty Museum
  • la classe tempo e la classe rappresentazione del tempo, per la definizione dei calendari e la creazione di indici di equipollenza cronologica
  • la classe object attributi minimi dell’oggetto semantico, che gestisce la relazione esistente nella serie: persona? responsabilità? tempo? riferimento del tempo a? luogo? riferimento del luogo a
  • infine, la classe degli oggetti digitali, che possiede il numero minimo di attributi richiesti dallo standard MAG ossia il tipo di oggetto (jpeg, mpeg, etc.), la grandezza fisica, la data di produzione, la tecnica di produzione, lo stato giuridico ecc.
Data di inserimento: 15/04/2009
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